Cari gentili lettori,
avete presente quando nei principali film d’avventura il protagonista fa una scoperta fortuita là dove nessuno avrebbe mai immaginato di riporre attenzione? Eppure, lui è esattamente lì, nel posto giusto al momento giusto, puntualissimo, per diventare qualcuno in un mondo dominato dalla mediocrità. E… dal caso!
A ben guardare, però, il caso non gioca un ruolo cruciale solo nelle più affascinanti storie inventate, ma, a volte, rende il nostro vissuto una coincidenza così irrealistica da pensarla quasi incredibile.
Vi siete mai chiesti quante scoperte nel corso della storia, della nostra storia personale e mondiale siano state frutto della fortuna?
Ecco, è esattamente questo che si intende col termine serendipità.
Serendipità. s.f. ovvero la capacità o fortuna di fare per caso inattese e felici scoperte spec. in campo scientifico mentre si sta cercando altro.
Ed è proprio di questo che voglio raccontarvi oggi, gentili lettori, di serendipità o, per meglio dire di serendipit-plants, ovvero piante o proprietà botaniche scoperte grazie al caso, a un pizzico di fortuna e un po’ di sale in zucca.
Ebbene, per riviverne qualcuna dobbiamo immaginare di riavvolgere il nastro del tempo, come in una di quelle vecchie videocassette, per riportarlo al 1803. Pensate di smantellare i grattacieli di cui siamo circondati, arricchire le foreste, sostituire le auto con i carri e approdare, quindi, in un mondo fatto di navi, di esplorazioni e di mercanzia. E’ esattamente il mondo in cui vive il nostro protagonista, Jan Teerlink, il quale da buon funzionario della Compagnia Olandese delle Indie, intraprende un lungo viaggio fino a Cape Town, in Sud Africa.
Ecco, dovete sapere che il nostro amico Jan non era solo un abile mercante, ma anche un vero appassionato di piante tanto che, durante la sua spedizione, non perde occasione per far visita all’orto botanico locale, il Company’s Garden. Qui i suoi occhi si riempiono di meraviglie e proprio non resiste; fa l’unica cosa che chiunque avesse a cuore il mondo verde avrebbe fatto: ne esce con le tasche piene di semi. Un po’ come quando andiamo in vacanza e siamo tentati dal rapire qualche rametto per farne delle talee.
Jan ha, quindi, semi di tutti i tipi che inserisce con cura in sacchetti di carta su cui scrive fantasiose descrizioni come “semi di un albero dagli aculei ricurvi” o “mimosa sconosciuta” e ripone, infine, tutto in un portafogli in pelle rossa.
Ecco fatto! Tutto è pronto per il viaggio di ritorno, ma il fato aveva ben altri piani per le fantasie botaniche di Jan perchè quei semi non vedranno mai il suolo Olandese.
Durante il viaggio di rientro, infatti, l’imbarcazione su cui viaggiava il signor Teerlink viene abbordata da una nave corsara inglese che confischerà tutti i beni presenti a bordo. Il nostro preziosissimo portafogli in pelle rossa viene così relegato nell’Archivio Nazionale inglese dove resterà per più di duecento anni.
Fino agli anni 2000.
Fino a quando il destino di un ricercatore della Royal Dutch Library, Roelof van Gelder, si imbatte per puro caso nel suo.
Da qui parte una riscoperta mozzafiato che porterà al defunto Jan le soddisfazioni mai ricevute in vita. Van Gelder, infatti, non solo riconosce il nome di Teerlink inciso sulla copertina, ma è anche perfettamente consapevole dell’importanza che quei semi, dimenticati per anni, rivestono nella comunità scientifica.
Istituisce, quindi, una collaborazione con uno dei centri botanici più importanti al mondo, il Royal Botanic Garden di Kew, dove i semi vengono immediatamente analizzati per comprenderne specie e condizioni di germinazione.
Nessuno si aspettava che, dopo le mille peripezie vissute, quei piccoli esploratori potessero ancora germinare, nessuno.
Eppure, tra lo stupore generale, germogliarono tre specie, due delle quali originarono piante sane!
Alcuni di questi esemplari sono anche stati rimpatriati nel 2013, per far ritorno all’originale Orto Botanico di Cape Town.
Chissà se al loro rientro, dopo quest’Odissea bicentenaria, ad attenderli ci sono stati striscioni di bentornato a casa e il fantasma di un felicissimo Jan Teerlink a battere le mani per accogliere i suoi preziosi compagni di viaggio.
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